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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

Vittorio Imbriani

 

Ritratto di Vittorio Imbriani

Vittorio Imbriani

A questa singolare e spregiudicata figura di intellettuale (Napoli 1840-Pomigliano d’Arco 1886) si deve l’unica traduzione mai tentata delle scadenti poesie kantiane d’occasione (gli epicedi).

Affascinato dalla cultura tedesca, ne fu allo stesso tempo un nemico tenace, come mostra non soltanto il celebre saggio contro Goethe (raccolto poi nel volume Fame usurpate), ma anche quel piccolo capolavoro narrativo che è il racconto breve Federico Schiller, ritratto spietato e impietoso dell’ottusaggine di un soldato tedesco, che Imbriani condisce di una smisurata lista, di sapore tipicamente barocco, di improperi.

Allievo di Francesco De Sanctis (che poi criticò fortemente come ministro), condivise con Bertrando Spaventa l’interesse per la filosofia del Rinascimento, oltre che per la filosofia classica tedesca. Imbriani arricchisce il panorama della cultura napoletana del secondo Ottocento di una sconfinata erudizione, di un talento letterario poderoso e di una libertà di critica poco comune all’epoca.

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