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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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La Critica della ragione pura

La Critica della ragione pura segue in Italia un itinerario particolare che parte dalla Lombardia di marca austriaca, benché l’opera esca nei primi anni 20 dell’Ottocento, in quanto il traduttore, Vincenzo Mantovani, era stato medico militare sotto il governo austriaco e aveva imparato il tedesco a Vienna. L’itinerario dell’opera kantiana compie poi un balzo notevole, ripresentandosi agli inizi del Novecento in area siciliana e meridionale in generale: Giuseppe Lombardo Radice e Giovanni Gentile, i due traduttori, sono entrambi siciliani e la Critica appare presso l’editore Laterza di Bari.

Queste due prime edizioni italiane del capolavoro kantiano presentano storie diverse, ma hanno in comune il fatto di mettere in luce, sebbene in modo diverso fra loro, la fatica del traduttore. Mantovani, che non era uno specialista, traduceva il testo tedesco poco per volta, senza tenere conto dell’unità concettuale e terminologica, il che non conferisce coerenza al testo, tanto che soltanto nel corso del lavoro di traduzione giunge alla definizione di alcuni importanti concetti kantiani. Lombardo-Radice dal canto suo subisce il trauma, conseguente al terremoto di Messina, di perdere il lavoro fino a quel momento fatto, rendendogli poi ciò impossibile riprendere il lavoro e portarlo a termine, tanto che Gentile come è noto intervenne massicciamente nel definire il testo

Vi sono poi altre storie legate alla diffusione in Italia della prima critica, che vede nel corso del tempo fronteggiarsi interpretazioni e letture diverse: la traduzione di Giorgio Colli, decisamente polemica nei riguardi di quella gentiliana, ma non priva di problemi a sua volta; la risposta di Vittorio Mathieu che, nel rivedere la traduzione laterziana, polemizza con Colli; il lavoro di lettura non pregiudiziale compiuto poi da Pietro Chiodi (a cui si deve l’unico tentativo realizzato in Italia di una traduzione delle tre critiche da parte di un solo   autore); infine, la traduzione con testo a fronte (non una novità quest’ultima soluzione in Italia, dal momento che era stata già adottata da Anna Maria Marietti per la Rizzoli) condotta da Costantino Esposito in anni più recenti, in un clima in cui oramai le polemiche di carattere interpretativo si possono considerare sopite.

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