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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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la filosofia non definitiva

Scriveva Alfonso Testa nel 1843, presentando il primo volume del suo commentario Della critica della ragione pura di Kant:

Kant ha dato una nuova direzione agli studj filosofici, ma la sua filosofia non è nè compiuta, nè definitiva. La scuola di lui invece ha avuto le sue divisioni come tutte le grandi scuole; come quella di Socrate che ci diede Platone ed Aristotele, Zenone ed Epicuro vôlti in contrarie parti. Ora siccome chi volesse fermarsi con Socrate poco più conoscerebbe che il cominciamento di una grande filosofia; non altrimenti chi si contentasse di Kant si rimarrebbe ben dietro dal sapere quello che il pensiero filosofico aggiunse a quelle speculazioni; e soprattutto come l’umano spirito maravigliato alle novità delle catene che gl’imponeva il Kantismo studiossi di romperle, tanto più indegnato quanto era più malagevole il passo.

Ancor prima di entrare in diretto contatto con il criticismo, si sente il bisogno di allargare l’orizzonte storiografico alla filosofia classica tedesca, di superare Kant. E questo in un’epoca in cui i testi cruciali di Kant erano ancora poco noti, ad eccezione della Critica della ragione pura, tradotta da Vincenzo Mantovani già nel 1820-1822, ma scarsamente presente nel dibattito anche a causa della traduzione poco agevole. Lo stesso Testa utilizzava la traduzione francese di Joseph Tissot, non potendo fare troppo affidamento sulla versione italiana.

Negli anni quaranta, tuttavia, la forza propulsiva dell’hegelismo si concentrava già a Napoli e di lì a poco sarebbe esplosa anche a Torino e altrove. I giovani hegeliani napoletani erano già andati oltre Kant, ma non senza averne studiato l’opera, vuoi attraverso Pasquale Galluppi vuoi anche soprattutto attraverso Ottavio Colecchi, che negli ultimi anni si aprì anche alla filosofia di Hegel.

Il lavoro di Testa, che assieme a quello contemporaneo di Colecchi, si può considerare come il primo commentario in senso stretto della Critica della ragione pura, documenta in ogni caso la chiara consapevolezza dell’approfondimento storico di contesto delle idee filosofiche del tempo.

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