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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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Un giudizio di Melchiorre Delfico

Melchiorre Delfico

Melchiorre Delfico

Melchiorre Delfico (1744-1835), uno dei protagonisti della Repubblica Partenopea, rimarca la centralità di un modello educativo ispirato a una morale perfezionatrice, non immobilizzata, posta al centro del progresso sociale. In questo senso ricongiunge Kant al movimento pedagogico umanista che richiama nella pagine precedenti e ai più recenti sviluppi della filosofia dell’educazione di Locke e Rousseau.

Queste felici intenzioni [promuovere il perfezionamento della ragione, e l’avanzamento della Morale] furono secondate dai Filosofi amici dell’Umanità, e Locke, Fenelon, Rousseau, e tanti altri in seguito si occuparono di questo sistema perfezionatore dell’uomo. Ma o sia una disgrazia dell’Umanità, che i progressi sociali non debbano mai correr paralleli a quelli dello spirito, sia che la complicatezza di alcune operazioni le renda sommamente difficili, o che il movimento delle macchine politiche sia spesso soggetto a tante variazioni ed interruzioni, gli effetti furono poco corrispondenti alle idee de’ fondatori, ed alle indicazioni della Filosofia […]

Atti dell'accademia reale di Napoli 1819A gran ragione quindi il celebre Kant riguardò la teoria dell’educazione come il più gran problema sociale ancora irresoluto, giacchè i sistemi non convenivano nei principj, e gli effetti risultavano molto scarsi in proporzione di quella grandezza, cui si mirava.

(M. Delfico, Memoria su la perfettibilità organica considerata come il principio fisico dell’educazione, con alcune vedute sulla medesima, «Atti derlla reale Accademia delle scienze, sezione della società reale borbonica», vol. I, Napoli, Stamperia reale, 1819, pp. 377-415; 417-445, qui: 381-382)

La memoria venne letta in due tornate tra il 1814 e il 1816.

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