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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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Bruno Vico Kant

Poligrafo 1836

«Poligrafo» (1836)

Nel 1835 Francesco Predari dava alle stampe una raccolta di scritti di Giambattista Vico. Dalle pagine del «Poligrafo» arrivano nel 1836 note ben diverse da quelle che abbiamo segnalo in precedenza. Kant ora è indicato come una via d’uscita dalle pastoie del sensualismo.La recensione, a firma di Giacinto Toblini, ha importanza particolare, però, perché fra le prime testimonianze di una linea interpretativa che sarà ripresa negli anni Quaranta e Cinquanta dell’Ottocento dagli hegeliani di Napoli e in particolare da Bertrando Spaventa:

vale a dire la teoria dell’anticipazione in Giordano Bruno e Giambattista Vico di temi che saranno al centro dell’idealismo tedesco, e in particolare di Kant.Riportiamo il brano per intero:

Il nome di G. B. Vico è per l’Italia non meno, che per i pensatori i più profondi del mondo incivilito, sacro e di massima ammirazione. La Scienza Nuova per esso dettata servì nei tempi posteriori di face a render celebri i primi filosofi dell’Europa, e certamente anche in questa fatta di studj l’Italia non sarà a riputarsi agli altri popoli seconda. L’infelice Giordano Bruno, troppo severamente trattato dai fulmini del Vaticano per l’ignoranza dei tempi nei quali visse, si fu il primo che, esule e perseguitato, ricovrandosi di terra in terra straniera, scrivea quelle opere di maravigliosi concetti ripiene che, gettarono le basi alla celebrità della scuola Kanziana tanto rinomata in Germania. Lo spiritualismo quasi trascendentale che si ravvisa ad ogni tratto nelle opere di quell’illustre Alemanno, spiritualismo per altro che allontanandosi dal suo contrario, che tendeva al materiale nella scuola di Condillac e de’ suoi seguaci, che troppo sentiva la servilità degli antichi scolastici, maravigliosamente insegnava all’Europa come la Metafisica dovesse esser insegnata. La Psicologia empirica, e l’empirismo in genere sugli argomenti di metafisica sono tracciati nelle opere dello stesso autore, quella mente profonda, non meno che quella del Vico, le opere del qual ultimo ci proponiamo annunciare, servirono di fondamento, e di face a rischiarar quella strada che, con tanta lode d’Europa, fu battuta, oltre che dal capo della scuola alemanna, dai celebri Destut-de-Tracy tra i Francesi, e da Steward fra gli Inglesi. («Poligrafo», 1836, tomo II, p. 37).

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