search instagram arrow-down
Giuseppe Landolfi Petrone

Archivio

Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

Tag

Alfonso Testa Antonio Poloni Antonio Rosmini antropologia appunti di lavoro Augusto Eckerlin Benedetto Croce Bertrando Spaventa commentari Critica del giudizio Critica della ragione pura criticismo Diritto Eclettismo Estetica Francesco Trinchera Geografia Geografia fisica Giovanni Gentile Giovanni Silvestri Giuseppe Lombardo-Radice Hufeland Il volto dell'idolo Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Kant Kant in Italia lessico kantiano Letture letture Logica Manuale di geografia fisica materiali Mellin Milano morale Napoli Nuova Enciclopedia Popolare Ottavio Colecchi Pasquale Galluppi pedagogia personaggi Poligrafo politica Positivismo temi testi traduzioni Victor Cousin Vincenzo Mantovani

foto di Kantiana.Potrebbe sembrare una sfida improponibile quella di rendere Kant ancora più oscuro di quanto non sia. A Mantovani, primo traduttore in assoluto della Critica della ragione pura in una lingua moderna, riuscì di vincere questa sfida.

Ora il vero problema della ragione pura consiste nella dimanda: Come possano i principj sintetici presumersi o preconcepirsi?
Il non essere prima d’ora mai ricorso al pensiero di nessuno tal quisito, come nè tampoco il divario che passa tra i giudizi analitici ed i sintetici, è l’unico motivo, perchè anche fino ad ora la metafisica rimanesse in uno stato sì equivoco d’incertezza e di contraddizioni. (Critica della ragione pura, trad. V. Mantovani, tomo I, p. 247.

È un passo famoso della sezione VI dell’Introduzione. Eccolo nella versione di Giorgio Colli:

Il problema vero e proprio della ragione pura, orbene, è contenuto nella domanda: Come sono possibili giudizi sintetici a priori?
Che la metafisica sia rimasta sinora in una situazione così vacillante di incertezza e di contraddizioni, è semplicemente da attribuirsi al fatto, che questo problema, e forse persino la distinzione tra giudizi analitici e sintetici, non sono stati presi in considerazione prima. (Critica della ragione pura, trad. G. Colli, Torino, Einaudi, 1957, p. 62).

Ed eccolo nella versione originale di Lombardo-Radice e Gentile:

Il problema proprio della ragione pura è dunque contenuto nella domanda: Come sono possibili giudizi sintetici a priori?
La ragione, per la quale la metafisica è rimasta fin qui in una condizione oscillante di incertezza e di contraddizione, è da cercarsi esclusivamente nel fatto, che non s’è posto mente in passato a questo problema, e nemmeno forse alla differenza dei giudizi analitici e sintetici (Critica della ragione pura, trad. G. Lombardo-Radice e G. Gentile, Bari, Laterza, II ed., 1940, p. 51).

La traduzione di Mantovani, per quanto preziosa e coraggiosa testimonianza, è non soltanto difettosa in senso tecnico (confondere l’a priori e il presumere è eccessivamente fuorviante) ma anche del tutto ostile e indocile.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: