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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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Da articolo a voce enciclopedica, e viceversa

Nuova Enciclopedia Popolare

Nel 1856, durante il suo esilio a Torino, Bertrando Spaventa (1817-1883) concepisce l’idea di scrivere degli articoli sulla filosofia tedesca: Kant, Fichte, Schelling e Hegel.

A proposito di Kant, scrive un saggio che è noto agli studiosi dell’hegelismo napoletano in quanto edito da Giovanni Gentile, curatore delle opere del filosofo. Si tratta della Filosofia di Kant e la sua relazione colla filosofia italiana.

Il saggio è però molto particolare: nato come articolo per una rivista, non trova altro sbocco se non come voce di un’enciclopedia (della Nuova Enciclopedia Popolare di Torino, in cui apparve nel IX volume del 1859). Come voce enciclopedica è decisamente molto singolare, dal momento che più che esporre la filosofia critica, fissa il rapporto fra la filosofia italiana e quella kantiana. Ma anche questo soltanto fino a un certo punto, dal momento che a Galluppi Spaventa dedica poche righe, mentre il resto del saggio è un’analisi critica della lettura di Kant fatta davoce Kant della Nuova Enciclopedia Popolare Antonio Rosmini.

La voce enciclopedica comprende anche una breve sezione biografica e una sezione finale sulla scuola kantiana (in verità sul solo Herbart) che verranno espunte dal saggio del 1860.

Spaventa fu costretto dalle circostanze a formulare (ma sarebbe meglio dire a dare una sua prima applicazione) la sua teoria della circolazione della filosofia italiana, dal momento che al principio di questo lavoro egli si chiede chi sia l’erede effettivo di Kant, Fichte o Rosmini. L’importanza del lavoro lo indusse poi a pubblicare separatamente il nucleo centrale di questa voce.

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Le foto riproducono il frontespizio del IX volume della Nuova Enciclopedia Italiana e la prima pagina della voce Emmanuele Kant.

La voce non è mai stata pubblicata e compare per la prima volta oggi in B. Spaventa, Quattro articoli sulla filosofia tedesca, Saonara, Il Prato, 2015, pp. 61-165.

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