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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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Il delicato sentire di un grand’uomo

 

frontespizio Cenni storici 1826Nel numero 136 del 14 dicembre 1826, il settimanale bolognese «Cenni storici intorno alle lettere, invenzioni, arti, commercio e spettacoli» (che allora era nel suo IV anno di vita) pubblica nella sezione Letteratura, una recensione delle Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello di Kant, apparse in traduzione a Napoli in quell’anno.
La traduzione si basa sulla versione francese del saggio kantiano data alle stampe da Auguste Hilarion Kératry nel 1823 (Paris, Bossange), versione a cui aveva anteposto un esame filosofico del testo considerato sotto il profilo antropologico.


frontespizio Examen di Keratry 1826Il traduttore italiano ripropone anche le note di commento di Kératry,
aggiungendo di tanto in tanto qualche sua osservazione diretta.
Il recensore (che si firma G.N.) dopo aver esposto analiticamente il contenuto del saggio kantiano, osserva che Kant presenta il sentimento del sublime e del bello

riguardo ai temperamenti, ai sessi, ed ai caratteri nazionali; ma non ci ha indicato in che consista il bello, qual sia il bello eterno universale nelle opere d’ingegno; e se le quantitù delle bellezze formano il Bello, o lo forma la natura dello stesso Bello (p. 123).

Riserva simile estende al sentimento del sublime.

La critica è alquanto in linea con lo spirito del giornale, dedito (nonostante il titolo della testata) in particolare alla letteratura, alla musica e al teatro, e mostra più che altro il rifiuto per un tipo di indagine fisico-empirico e antropologico:

Non possiamo neanche aderire alla sua opinione nel credere che il Bello sia il patrimonio degl’Italiani e dei Francesi, e ‘l Sublime degli Alemanni, degl’Inglesi, degli Spagnuoli; poiché il Bello e ‘l Sublime si rinviene negli autori di tutte le nazioni (p. 123).

La conclusione della recensione tuttavia non è del tutto negativa:

Conchiuderemo nondimeno dicendo che nelle poche pagine di questa operetta vi si scorgono profondi pensamenti, ottimo gusto, e dilicato sentire dell’uomo grande; e che molti certamente maraviglieranno nel vedere, che le Considerazioni del sentimento del Sublime e del Bello, e la Critica della Ragion pura, opere di genere tanto differenti, sieno parti d’un medesimo Autore (p. 123).

frontespizio Considerazioni sul sublime e il bello

Per quanto se ne sa, questa recensione è l’unica ottenuta dall’edizione napoletana delle Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello che, come detto, erano uscite a Napoli, presso Palma, nel 1826.
La versione italiana si deve a Nicola Maria Corcia, traduttore attivo a Napoli come divulgatore della cultura estetica e letteraria francese, tedesca e inglese
in quegli anni.

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I frontespizi dei «Cenni storici» e dell’Examen sono tratti da Google Books. Il frontespizio delle Considerazioni sono tratte dall’archivio di Kantiana.

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