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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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La Pace perpetua prima del 1885

Cesare Cantù

Nel 1868 Cesare Cantù presenta il volume La Polonia e sua rivoluzione nel 1830 del conte Roman Soltyk, che di quegli eventi fu uno dei protagonisti. Il Proemio di Cantù contiene una discussione delle principali teorie sulla pace perpetua, soffermandosi in particolare su Saint-Pierre, Rousseau, Bentham e Kant.

Nel 1868 in Italia non era stata ancora tradotto il saggio kantiano del

frontespizio della Pace perpetua (1885)

Per la pace perpetua (1885)

1795, e si dovrà aspettare fino al 1885 per vedere la prima versione curata da Adolfo Massoni per l’editore Sonzogno di Milano. Una traduzione che ripropone il testo dell’edizione francese che Charles Lemonnier aveva pubblicato, nell’ambito delle idee della Ligue internationale de la Paix ed de la Liberté (fondata a Ginevra nel 1867), nel 1880.

Cantù, dopo aver constatato che l’ipotesi di Bentham si basava su una concezione utilitaristica, riferisce della Pace perpetua di Kant volta a formare una civitas gentium in grado di sostituire lo stato cantu 1868di natura vigente fra le nazioni con una federazione di stati liberi. Solo così si possono gettare le basi per una alleanza che conduca a un governo stabile dei conflitti. La premessa di tutto questo, dice Cantù, è che si costituiscano stati repubblicani:

Per costituzione repubblicana intende un governo limitato da nazionale rappresentanza, la quale è dispotica necessariamente, non conoscendo limiti la volontà della maggioranza de’ sovrani, di cui essa si compone
(p. 38).

La repubblica è precondizione del progresso del diritto pubblico, e in particolare della pace perpetua che si sostituirà alle «tregue finora denominate trattati di pace». E conclude, con Kant stesso:

Non è una chimera, sì bene un problema, la cui soluzione ci è promessa dal tempo, verisimilmente abbreviato dall’uniformità dei progressi dello spirito umano
(ibid.)

 

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