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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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Il 1843, l’anno al quale stiamo dedicando gli ultimi articoli, è importante per la diffusione di Kant in Italia, ma fondamentale anche per la filosofia italiana in generale, perché è l’anno in cui fa la comparsa Del primato morale e civile degli italiani di Vincenzo Gioberti, all’epoca esule a Bruxelles. Il primato dell’Italia, dice Gioberti, deriva dalla sua posizione geografica, che la rende simile all’India e che favorisce lo sviluppo della civiltà: la geografia fisica diventa base di una considerazione geo-politica più ampia.

primato degli italiani 1843Le somiglianze fra Italia e India, dice Gioberti, non devono essere considerate come prodotte dal caso, «giacché esse si fondano nelle universali attinenze della geografia fisica colla storia degli uomini e col corso civile delle nazioni» (Primato 1843, p. 25).

In questa impostazione, che ha un che di vichiano, la geografia assume rilievo storico e civile. Questo stesso nesso era stato riscontrato nei riguardi della Geografia fisica kantiana, la quale da qualcuno era stata considerata come opera confusa proprio per il suo tentativo di associare la descrizione fisica della Terra con l’attività economica e sociale praticata dall’uomo.

Augusto Eckerlin aveva lasciato la sua edizione in sei volumi priva di qualsiasi strumento di orientamento nel testo e la mancanza di un indice analitico era stata più volte deplorata. Così, come già si è ricordato in altre occasioni, nel 1843 Giovanni Silvestri fa pubblicare il Manuale di Geografia fisica in cui raccoglie una sorta di dizionario enciclopedico estratto dall’opera maggiore.

Nella nota premessa dal tipografo, si dice che la geografia fisica è da preferire alla geografia politica, perché mentre questa muta continuamente, la fisica presenta stabilità maggiore, tanto da poter costituire una mappa nella mente di chi la studia. Silvestri pensa, naturalmente, alla grande fragilità del sistema politico europeo di quegli anni, ma anche a rilanciare un’iniziativa editoriale molto singolare nel panorama intellettuale italiano: una descrizione fisica del mondo con una descrizione delle attività economiche e commerciali che la stessa struttura fisica del globo rende possibile attraverso la sua flora e la sua fauna.

In questo senso lo sforzo di Silvestri di dare maggior peso alle scienze della Terra, alla botanica alla mineralogia, nel Manuale sono disposte accanto alle voci dei mercati, della caccia, della pesca, dell’attività industriale in generale. Nell’impostazione stessa del dizionario si può notare la compresenza di questi due aspetti, la quale conferisce la portata antropologica della geografia kantiana.

Tutte le entrate che segnalano voci di carattere strettamente geografico, sono riportate in maiuscolo, mentre le entrate delle voci di carattere antropologico-culturale (economiche, etnologiche ecc.) sono riferite in corsivo. Questa articolazione delle voci non è illustrata nella presentazione del Manuale, ma si ricava da una sua disamina, sebbene questo metodo non è stato sempre rispettato coerentemente dall’estensore del dizionario.

Va notato che il Manuale rappresenta un caso isolato nel panorama della storiografia kantiana dell’epoca, perché è il primo dizionario kantiano apparso in Italia, e a lungo è anche stato l’unico nel suo genere.

La Geografia fisica di Kant è divisa in:

  • Introduzione – che presenta la descrizione della Terra in generale
  • Capitolo primo – Del mare
  • Capitolo secondo – Della Terra
  • Capitolo terzo – Dell’atmosfera
  • Capitolo quarto – Del metodo della geografia fisica

Quest’ultimo capitolo è erroneamente indicato come capitolo quinto.

Per dare un’idea di come è costruito questo dizionario, riportiamo poche voci in cui risulta evidente la differenza fra voce enciclopedica di carattere naturalistico e voci di carattere socio-economico (le indicazioni di pagina si riferiscono, naturalmente, alla Geografia fisica):

  • ALBERO DA CERA – su cui viene deposta da certi insetti, III, 349.
  • Albero da cera – specie di ciliegio che cresce nell’America settentrionale, le cui bacche bollite danno un grasso col quale si fa la cera ed il sapone, III, 529, 530, 531.
  • Albero da colla – specie di fico cinese, il succo del quale attacca l’oro indissolubilmente, 349, 350.
  • Albero da sapone – il cui frutto consiste in tre piccole noci coperte di sapone, e se ne fa delle candele, mentre l’olio spremuto dalle noci medesime si abbrucia, 350, 351.
  • Albero da sego – che dà un frutto come la castagna atto a far candele, 350, 351. (Manuale di Geografia fisica, pp. 7-8).

Questo utile, per quanto confuso, strumento di lavoro è stato completamente dimenticato dalla storiografia kantiana, mentre meriterebbe di essere esaminato con un po’ di attenzione, dal momento che la prospettiva cosmopolitica dell’antropologia kantiana è aperta al mondo in senso anche tecnico: costituzione della terra e capacità adattativa dell’uomo. Sotto certi aspetti la Geografia fisica è forse la vera opera con cui Kant risponde alle Ideen di Herder, perché forse l’universalità che non si può costruire nel processo storico, è invece alla portata nella dinamica fisica e orizzontale del lavoro dell’uomo sulla terra.

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