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Giuseppe Landolfi Petrone

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Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

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La Geografia fisica di Kant apparsa tra il 1807 e il 1811, sulla quale più volte ci siamo soffermati, presenta elementi di interesse che emergono sempre meglio dall’opera di trascrizione completa che si sta compiendo per la Biblioteca di Kantiana.

A prescindere, infatti, dal giudizio che si dà in genere alla fonte utilizzata da Augusto Eckerlin, vale a dire l’edizione Vollmer (Immanuel Kants physysche Geographie, Mainz & Hamburg, Vollmer, 1801-1805; 4 voll., in 7 tomi), e quindi sull’aderenza delle idee ivi espresse rispetto a quelle kantiane, il problema è di carattere storiografico.

Andrebbe innanzitutto detto che, a proposito delle idee kantiane, senz’altro quelle espresse nell’introduzione si conformano al modello cosmopolitico di Kant, la Welterkenntniss basata sulla duplice conoscenza dell’uomo con l’antropologia e del mondo dell’uomo come geografia è essenzialmente presente in entrambe le edizione, e si tratta dei nodi filosofici fondamentali dell’approccio kantiano.

Il discorso storiografico, invece, riguarda la precisazione del ruolo assunto da Eckerlin (ma si potrebbero immaginare anche dei collaboratori) per l’aggiornamento del testo. È un tema che abbiamo già toccato, ma vale la pena ora inquadrarlo in ciò che, con grande modestia, dice Eckerlin nella sua Avvertenza:

Per lasciar all’opera stessa quell’andamento dell’esposizione delle materie tenuto dalla cattedra, ho seguito fedelmente il testo per quanto mi è stato possibile. D’altronde, siccome sarei stato giustamente tacciato, se avessi osato di fare annotazioni a un’opera di sì grande letterato, me ne sono astenuto interamente, fuorchè in alcuni luoghi, ove si rendevano assai necessarie per le scoperte geografiche le più recenti (vol. 1, p. X)

Eckerlin dice, in modo dimesso ma onesto, di non aver annotato l’opera, se non nei casi che lo richiedevano necessariamente. Le novità sono diffuse in tutto il testo, con riferimenti a fonti che risalgono al 1803 già per il primo volume, apparso in tedesco nel 1801.

Queste novità non si limitano a importanti notizia di quadro generale relative a nuove scoperte essenziali, ma anche a elementi meno cruciali.

La situazione ha determinato la scelta di operare una selezione sistematica di tutte le fonti utilizzate nel testo italiano e di confrontarle con quelle che ricorrono sia nell’edizione Vollmer che in in quella curata da Theodor Rnk.

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