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Giuseppe Landolfi Petrone

Archivio

Il sito è dedicato a esplorare la diffusione degli scritti di Kant in Italia nell'Ottocento, con particolare riferimento alle traduzioni.

Costituisce un interessante dato storico il fatto che la prima traduzione di un’opera di Kant rientri nell’ambito dell’antropologia; e questo per una serie di ragioni che hanno a che fare con il quadro della cultura filosofica italiana del tempo e con l’assetto politico europeo dell’età napoleonica. Il Kant filosofo astratto, sovvertitore del mondo empirico e dell’ordine metafisico, estraneo alla cultura italiana e nocivo per la gioventù era già stato condannato prima ancora della sua morte nel 1803 da parte di Francesco Soave, il primo espositore della filosofia critica in Italia.

La filosofia italiana, pur non avendo un orizzonte pragmatico da seguire, era fortemente condizionata per lunga tradizione da un sapere di tipo empirico-civile (per così dire) e recentemente influenzata dal sensismo settecentesco, di modo che la ricerca kantiana doveva apparire ancora più astrusa e macchinosa che non agli stessi primi interpreti tedeschi.

La situazione politica del tempo metteva i paesi europei in stato di forte alterazione fisica e politica a seguito del prepotente incunearsi nei suoi territori dell’ondata dell’esercito napoleonico. La Geografia fisica di Kant evitava di intraprendere la pericolosa strada del fenomenismo e, al tempo stesso, rispondeva perfettamente ai bisogni formativi dell’appena nato Regno Italico, e non a caso la traduzione è dedicata a François-Marie-Auguste Caffarelli, ministro della guerra del viceré Eugenio di Beauharnais.

Delle lezioni kantiane sulla geografia fisica, insegnamento introdotto da Kant stesso nell’università tedesca, si avevano all’epoca due diverse edizioni: una, pubblicata a Mainz tra il 1801 e il 1805, a cura di Johann Jakob Wilhelm Vollmer; l’altra, stampata a Königsberg nel 1802 per le cure di Theodor Rink, l’allievo di Kant a cui questi aveva affidato la pubblicazione anche delle lezioni di pedagogia. L’edizione Vollmer fu oggetto di contestazione da parte di Rink, che accusò l’editore magontino, Dietrich Gottfried Leberecht Vollmer di stampa illegale. La vicenda finì in tribunale e anche il vecchio Kant fu costretto a intervenire nella questione con una sua pubblica dichiarazione contro Vollmer.

Johann Jakob Wilhelm Vollmer, il curatore fratello dell’editore, aveva tratto i materiali delle lezioni kantiane da quaderni di cui dichiarava di essere in possesso da tempo, mentre Rink poteva fare affidamento su materiale fornito da Kant stesso.

La differenza specifica tra le due edizioni, a prescindere dalla questione strettamente giuridica, è data dal differente orientamento di Vollmer e Rink: mentre il primo, infatti, dà risalto all’aspetto fisico della geografia (seguendo in questo la denominazione stessa delle lezioni kantiane), tanto che aggiunge molte note di aggiornamento, Rink invece si mantiene fedele all’indirizzo del maestro inserendo l’elemento descrittivo della geografia dei paesi nella più complessa dimensione dell’antropologia, di quella conoscenza del mondo cioè che per Kant costituiva la vera finalità tanto della geografia (fisica) che dell’antropologia (pragmatica).

Il traduttore italiano della Geografia fisica fu Carl August Eckerlin (1773-1843), pittore tedesco che a Milano copriva il ruolo di traduttore ufficiale per il municipio e che era noto per alcune sue grammatiche di tedesco per gli italiani. Egli non spiega nella sua prefazione i motivi che lo indussero a prediligere l’edizione Vollmer, limitandosi a dire che non era il caso di prendere in considerazione quella di Rink. Non è tuttavia difficile individuare le regioni di una tale scelta. Infatti, l’edizione magontina nasce in un clima molto simile a quello milanese: nello stesso 1801 in cui il cittadino Vollmer dà alle stampe la prima parte del primo volume della Geografia fisica kantiana, la città di Magonza viene annessa alla Francia per volere diretto di Napoleone. Si tratta, pertanto, di un omaggio (nella dedica a Caffarelli Eckerlin questa espressione) di carattere politico al Regno d’Italia governato dalla Francia con la reggenza di Eugenio di Beauharnais.

Carl August Eckerlin

Il traduttore Carl August Eckerlin nasce a Werningerode (Germania) il 4 aprile 1773 e muore a Milano nel 1843. A Milano lavora presso l’amministrazione del Regio Governo della città in qualità di traduttore. Pittore dilettante, soprattutto paesaggista, ha vissuto a Roma, Marsiglia e Reggio Emilia prima di stabilirsi definitivamente a Milano. La figlia Francesca fu una famosa cantante lirica (Fanny Eckerlin).

Il Neues allgemeines Künstlerlexikon (1837) gli attribuisce un’instancabile vena paesaggistica, che appagava con dipinti ad acquerello o a olio.
Si dedicò, a quanto sembra, all’insegnamento della lingua madre, pubblicando alcuni manuali di grammatica tedesca.
Di Kant tradusse anche le Idee sull’educazione.
Il nome del traduttore non compare sul frontespizio, ma soltanto nella dedica apposta al primo volume.

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